Internazionale Situazionista non è solo un omaggio a Guy Debord. È un metodo. Un modo di stare nelle cose.
Leggere la politica come paesaggio.
La città come testo scritto dal potere e riscritto da chi ci vive. Il corpo come territorio conteso. Lo schermo come nuova caverna, e noi dentro, a guardare le ombre.
Pratichiamo la dérive anche quando siamo fermi.
Facciamo détournement anche quando non lo diciamo.
Non cerchiamo la neutralità perché la neutralità non esiste:
esiste solo chi sceglie da che parte guardare,
e chi finge di non guardare da nessuna parte.
Questo spazio è di Sara Facchini, scrittrice, giornalista wannabe, content strategist, e persona che non riesce a stare zitta davanti allo spettacolo del presente.
È uno spazio esplicitamente di sinistra. Non per ideologia decorativa, ma perché alcune cose sono ingiuste e denunciarle è il minimo.
Qui non troverai consigli utili. Non troverai soluzioni.
Non troverai quella voce rassicurante che spiega tutto e non disturba nessuno.
Troverai analisi che fanno domande scomode. Dérive attraverso luoghi che preferiresti non vedere. Frammenti di pensiero che non si chiudono bene.
E qualche cosa bella, ogni tanto, perché anche il bello è un atto politico se sai dove guardare.